S.I.G.A.S.C.O.T. sbarca in Trentino-Alto Adige-Süd Tirol ed è subito grande successo!

L’Orthospritz del 14 settembre, primo evento regionale in assoluto, si è distinto per la presenza di ben 80 partecipanti, grande sorpresa visto il tema di nicchia, “Le osteotomie del femore dall’anca al ginocchio”.
In un contesto d’eccezione, il Museo delle Scienze e della Tecnologia di Trento (MUSE), opera avveniristica di Renzo Piano, si sono riuniti i più noti ortopedici di tutta l’area affiancati da alcuni ospiti illustri extraregionali ed un ospite straniero.
Dopo un incipit sentito del Presidente Onorario, dott. Lucio Bertoldi direttore dell’ Ortopedia e Traumatologia di Trento, seguito dalle parole entusiaste di Erica Bulgheroni ed emozionate per il “ritorno a casa” di Michele Malavolta, sono cominciate le sessioni con ritmo tambureggiante e senza sosta. Nella prima parte, quella delle correzioni post-traumatiche, sia Aloj che Schaller, hanno impressionato con una serie di casi clinici a dir poco drammatici, trattati, rispettivamente, con fissatori e chiodi+placche. Si è passati poi alla sessione delle osteotomie dell’anca. Qui grande amarcord grazie alla relazione di Luca Marega che ha sottolineato come la mitica scuola dell’ Ospedale di Malcesine sul Garda sia stata capofila interregionale per questi tipi d’intervento. Lo fu grazie al Professor Tarcisio Marega, fondatore, e ad uno dei suoi allievi, Lucio Malavolta, che ha condotto successivamente. Marega ha disegnato un excursus storico delle osteotomie prossimali per il trattamento delle gravi displasie lussanti d’anca e le succesive protesizzazioni assai complesse da lui eseguite. Ad incastro lo ha seguito Trebše da Valdoltra in Slovenia, Responsabile della chirurgia protesica di revisione e delle osteotomie prossimali del bambino. Incastro poichè dall’ Ospedale di Valdoltra nacque, a seguito di un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, propio l’Ospedale di Malcesine, per volontà della Croce Rossa Italiana! Trebše ha stupito tutti in perfetto italiano con una relazione eccezionale sui trattamenti ancora in uso, da lui eseguiti, per le gravi lussazioni d’anca nei bambini. A completamento del respiro internazionale, la toccante serie di casi clinici di osteotomie pelviche si supporto secondo Ilizarov di Franceschi, da anni impegnato in ospedali “di trincea” in Africa.
Si arriva poi al tema forse meno desueto, quello delle osteotomie distali di femore nella patologia degenerativa. Molinari segnala come i nuovi device (placche/fissatori a stabilità angolare) abbiano contribuito a ridare lustro alle osteotomie. Zappalà, illustre ospite S.I.A., ha sconvolto da par suo la sala con una bellissima e concreta relazione in cui ha dimostrato come i nostri planning preoperatori spesso si basino su Radiografie eseguite scorrettamente, quindi forieri di possibili successivi errori grossolani. Mezzari ha egregiamente dimostrato, dalla letteratura e dalla abbondante casistica (75 osteotomie all’anno) dell’ Ospedale di Peschiera del Garda, come spesso si debba ricorrere alla osteotomia femorale per alcuni varismi (varismi costituzionali femorali e vari eccessivi che sono misti femorali e tibiali). Una chicca poi l’esperienza di Bolzano, raccontata da Markus Mayr, sulle difficili osteotomie derotazionali femorali per alcuni casi di instabilità rotulea oggettiva. Grande discussione su questo tema con Malavolta che accende gli animi insieme a Saccia, noti “osteotomisti seriali”. A fatica, vista la partecipazione al confronto, l’ottimo moderatore Bulgheroni traghetta l’Orthospritz verso la sessione mini-battle.
Grande attesa dell’auditorium per la battle Malavolta (osteotomie) versus Cortese (protesizzazione) nella valgo gonartrosi, viste le note filosofie differenti dei due. Che però spiazzano tutti facendo notare che entrambi vengono dalla scuola di Malcesine e che questo avvicinerà molto le posizioni. Ma fortunatamente non sarà così, anche grazie alla consueta grande abilità di Zanon di gestire le battle. Malavolta “provoca” con i credo dei suoi mentori Lobenhofer e Dejour (mai monocompartimentale se valgo costituzionale metafisario, sempre osteotomia anche se in età avanzata se dolore monocompartimentale) e Cortese “ribatte” con molti casi di protesizzazione semivincolata per i valghi, necessaria secondo lui viste le problematiche legamentose quasi sempre presenti. Con sala rimasta gremita nonostante lo sforamento dell’orario, sempre Zanon porta a completamento il bel pomeriggio: si termina con un “dulcis in fundo”. Saccia sostiene a spada tratta l’osteotomia biplanare in sottrazione mediale del femore con una dettagliata analisi di pro e contro rispetto la addizione laterale monoplanare. Come di consueto la sua vérve coinvolgente, l’analisi rigorosa e le sottolineature pungenti convincono quasi tutti della sua tesi. Ma Benigni, con la sua rigorosa calma, riporta qualche adepto all’ovile, con una relazione concreta e basata sull’esperienza.
L’ incontro termina alla birreria Pedavena, con brezel, speck e birra in un clima molto conviviale e coinvolgente con sonore risate e battutacce da vera birreria alpina.

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