La SIGASCOT nel paese del Sol Levante

La notizia di essere stati selezionati per la prestigiosa fellowship SIGASCOT-JOSKAS ci ha riempiti di entusiasmo e orgoglio, ma anche di responsabilità per essere stati selezionati, fra numerosi partecipanti estremamente validi, a rappresentare il nostro Paese e la nostra Società in ambito internazionale. Ci sentiamo onorati, ma al tempo stesso investiti di un grande incarico: essere i portavoce della SIGASCOT in terra nipponica.

La prima città che ci ospita è Hiroshima. In aeroporto siamo accolti dal Prof. Atsuo Nakamae: è lui il nostro punto di riferimento, la nostra guida gentile e premurosa in questa prima tappa. Nel corso della prima cena, in un teppanyaki restaurant, conosciamo il Prof. Nobuo Adachi, attuale Presidente della JOSKAS. 
Il giorno seguente, per farci smaltire il jet leg, è stata organizzata per noi una gita all’isola di Miyajima nella mattinata, al toccante Mausoleo della Pace ed al Atomic dome nel primo pomeriggio. Nel tardo pomeriggio entriamo nel vivo della fellowship con la visita all’ospedale universitario: l’attività principale è la chirurgia del ginocchio, in particolare Sport Medicine. A seguire incontro scientifico con lo staff al gran completo ed ampia discussione sulla chirurgia del ginocchio e della spalla. Poi tutti a cena in una trattoria tipica giapponese, in un’atmosfera conviviale che ci ha fatto sentire veramente a casa.
La mattina successiva entriamo in sala operatoria per un intervento di “augmentation” del legamento crociato anteriore con preservazione del “remnant”: ci colpiscono la “sacralità” e la meticolosità dei gestì chirurgici, e la perfetta organizzazione della sala operatoria. Pranzo veloce e ci dirigiamo alla stazione dello Shinkansen. Next stop: Osaka. 
Harigato Hiroshima!

Ad Osaka ci aspetta il Prof. Nori Nakamura che ci mostra subito la vena comica degli abitanti di questa città. Ci conduce all’università, dove ad aspettarci c’è il Prof. Ken Nakata, direttore del gruppo di Sports Medicine. Nei laboratori di biomeccanica diretti dal Prof. Atzuo Mae sono in corso numerosi studi sulle suture meniscali e sui graft per ricostruzione del legamento crociato anteriore. Nella sessione scientifica sono stati approfonditi i progetti di ricerca in corso a Osaka, Milano e Roma con una vivace discussione piena di stimoli per future ricerche. Infine la serata si conclude con cena di cucina fusion per stringere ulteriormente i rapporti interpersonali. Il giorno seguente raggiungiamo il Rosai Hospital, dove il Prof. Yoshi Tanaka ci accoglie calorosamente, mostrandoci le strutture dell’ospedale e portandoci in sala operatoria per un intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore con tunnel rettangolari, il loro principale argomento di ricerca. 
Nella sessione scientifica, organizzata come seminar lunch, le nostre “mamme giapponesi” accompagnano con noodles e sushi il dibattito su crociato anteriore, edema osseo e cellule staminali. Non poteva mancare la vista al castello di Osaka, simbolo della città e uno dei più grandi del Giappone.  In serata, cena in un’elegante enoteca con il prof Konsei Shino (mito indiscusso) e tutto il team della Sports Medicine. Il nostro soggiorno a Osaka si conclude la mattina seguente con la visita ai laboratori di medicina rigenerativa e con l’incontro con il preside della facoltà di medicina, prima di andare in stazione alla volta di Tokyo. 

La terza tappa della nostra fellowship è Kawasaki, una città nella grande area metropolitana di Tokyo.  Il nostro tutor al Kawasaki Saiwai Hospital è il Dr. Ryohei Tacheuchi, uno dei maggiori esperti in Giappone sulle osteotomie per il trattamento della gonartrosi. Al nostro arrivo in ospedale, il primario del reparto ed il gruppo di Sports Medicine al gran completo ci accolgono calorosamente, insieme ad alcuni ospiti illustri degli ospedali della zona.  Durante la sessione scientifica, la prima relazione riguarda proprio le osteotomie, in particolare associate alla navigazione intra-operatoria. Il dibattito poi prosegue sul trattamento infiltrativo della gonartrosi e sui risultati a lungo termine della riparazione della cuffia dei rotatori, confrontando continuamente la letteratura con le esperienze personali e le diverse richieste dei pazienti italiani e giapponesi, in un approccio “Evidence Based”. 
A cena scopriamo che molti di loro parlano abbastanza bene l’italiano e hanno vissuto nel nostro Paese per motivi di studio e ricerca.  Il giorno seguente comincia con un’interessantissima seduta operatoria. Il primo caso è un’osteotomia combinata del femore distale e della tibia prossimale con tecnica ibrida, descritta per la prima volta dal Dr. Tacheuchi e poi diffusa in tutto il Giappone e in Corea. Per noi diventa subito (impropriamente) la “Kawasaki Osteotomy” e ci colpisce per i vantaggi rispetto alle osteotomie convenzionali (Arthroscopy Techniques, Vol 3, No 4, 2014, pp e431-e437). Il Dr. Tacheuchi propone questo intervento anche a pazienti con artrosi avanzata (ai quali classicamente verrebbe proposto un intervento di protesi di ginocchio) con risultati positivi anche nel lungo termine. Il caso successivo è una ricostruzione del legamento crociato anteriore con tendine rotuleo. Conclusa la seduta operatoria, ci dirigiamo verso Tokyo per la visita al tempio di Asakusa: qui “l’oracolo della sorte” è benevolo con noi, con un auspicio di lunga salute e benessere per tutta la delegazione. La giornata si conclude con un’incantevole cena su una nave da crociera nella baia di Tokyo con musica a bordo e panorama dello skyline notturno della città. Il giorno successivo è in programma un’osteotomia ibrida della tibia prossimale che stimola un sempre maggiore interesse per la tecnica.
Nel pomeriggio il Dr. Tacheuchi ci mostra i pazienti già operati, tra cui una paziente che deambula senza stampelle in 4° giornata dopo osteotomia tibiale bilaterale, ed i controlli radiografici post-operatori. La giornata si conclude con un giro turistico a Tokyo.
Il giorno seguente è domenica e la nostra delegazione viene accompagnata in stazione per raggiungere la prossima tappa. 
Sayonara Kawasaki! 

Per gli appassionati di chirurgia della spalla, il Giappone porta alla mente due grandi maestri: il Prof. Fukuda, l’inventore del più utilizzato divaricatore glenoideo, ed il Prof. Itoi, uno dei massimi ricercatori mondiali, che ha focalizzato i suoi studi sull’instabilità gleno-omerale (“glenoid track” vi dice qualcosa?). Ed é proprio all’Ospedale Universitario di Sendai, di cui il Prof. Itoi é direttore, che si svolge la nostra quarta tappa. Guidati dal Prof. Yamamoto, la mattina seguente assistiamo alla riunione di reparto, ci colpisce la cura con cui gli specializzandi illustrano i casi clinici in programma e quelli operati la settimana precedente dal Prof. Eiji Itoi ed a tutto il team. Nel pomeriggio, visita alle rovine del castello di Sendai e poi rientro in ospedale dove il Prof. Yamamoto ci mostra con orgoglio il laboratorio biomeccanico (quello dove é nato il glenoid track!) ed il reparto di fisioterapia: qui vi è una zona dotata di un sistema di telecamere, collegato a sensori posizionabili sul paziente, grazie al quale è possibile scomporre ed analizzare il gesto atletico o un semplice movimento. 
A seguire partecipiamo alla riunione scientifica nel corso della quale gli «shoulder guys» presentano le loro ricerche; segue una discussione ed un confronto nel quale il Prof. Itoi mostra non solo la sua grande conoscenza della materia ma anche un’estrema curiosità sul nostro punto di vista. 
La sera ceniamo alla Pizzeria Padrino! Toni é un ragazzo giapponese che ha imparato a fare le pizze a Napoli ed ha ricevuto premi come miglior pizzaiolo giapponese. Ci credete se vi diciamo che la pizza e le orecchiette al pomodoro erano deliziose? La mattina seguente il Prof. Itoi ci invita ad assistere alla sua attività ambulatoriale: non potevamo chiedere di meglio! Dieci pazienti visitati con accuratezza, supportato da immagini radiologiche di alto livello. Anche in questa occasione abbiamo modo di apprezzare la ricerca di un confronto con noi sui casi clinici e la « solennità » del rapporto tra medico e paziente giapponese. Nel pomeriggio é il nostro turno nel presentare i lavori, ed alla fine andiamo tutti insieme a cena in un tipico ristorante giapponese. Il giorno dopo si vola verso Sapporo.

La nostra fellowship in Giappone si conclude con il congresso nazionale JOSKAS a Sapporo. Partiamo da Sendai accompagnati dal Prof. Itoi e dal Dr. Yamamoto, un grande onore per noi viaggiare insieme a questi “mostri sacri” della spalla. La cena presidenziale viene preceduta dallo spettacolo del famoso chitarrista Yamamoto che scatena l’entusiasmo degli ospiti, e in particolare del nostro Godfather. La prima giornata del congresso vede la nostra delegazione divisa fra la chirurgia del ginocchio e la chirurgia della spalla. Circa metà delle sessioni scientifiche sono in lingua inglese, per consentire ai numerosi ospiti internazionali presenti al congresso di poter seguire le relazioni. Si nota l’impegno della società ad aprirsi ad un ambiente internazionale anno dopo anno. La serata si conclude con la cena con gli ospiti internazionali, momento conviviale per stringere ulteriormente i rapporti interpersonali con i colleghi dei centri giapponesi che ci hanno ospitato durante il nostro viaggio, e con illustri chirurghi dei più importanti centri mondiali.
E così siamo arriviamo all’ultimo giorno della nostra esperienza: quello della sessione congiunta SIGASCOT-JOSKAS, nella quale siamo chiamati a presentare i nostri lavori. Prima però, è il turno dei due fellows giapponesi che sono stati in Italia l’anno scorso, in viaggio fra Milano, Verona, Roma, Bologna, Sassuolo. Traspare tutta la soddisfazione e la gratitudine nei confronti della SIGASCOT e dei suoi rappresentanti, e la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza unica, arricchente, che ha probabilmente cambiato la loro vita professionale. Questo è esattamente quello che stiamo provando anche noi, in questo ultimo giorno di una fantastica avventura.
A seguire, presentiamo i nostri lavori scientifici, stimolando una discussione che vede intervenire il Prof. Itoi, il Dr. Yamamoto ed altri giovani colleghi giapponesi.
Nel tardo pomeriggio si svolge il mitico di torneo di “tiro alla fune” in cui virgulti ortopedici provenienti dalle varie università giapponesi si sfidano sotto un tifo assordante!
La giornata termina con uno spettacolo di danza moderna ed un aperitivo a base freschissimo pesce crudo.

La nostra fellowship finisce qui: torniamo sicuramente molto più “ricchi” di quando siamo partiti e grati dell’immensa opportunità che SIGASCOT e JOSKAS ci hanno dato. Abbiamo scoperto un modo di lavorare molto accurato, non frenetico (contro ogni aspettativa), apparentemente lento ma in realtà focalizzato sulla ricerca della precisione assoluta. Un sistema in cui il Medico ricopre ancora un ruolo autorevole e dove il rapporto tra medico e paziente è quasi “solenne”, dove vige la gentilezza ed il rispetto dell’anzianità, anagrafica e professionale. La fellowship è una preziosa occasione per creare e consolidare i rapporti umani, sia con i colleghi stranieri, sia tra Godfather e Fellows italiani, e terminiamo questo nostro racconto con un ringraziamento speciale al nostro “padrino”, al Prof. Pietro S. Randelli, che ha rappresentato autorevolmente la delegazione italiana in terra nipponica.

Ed il punto di vista del Godfather…
La fellowship SIGASCOT-JOSKAS ha rappresentato per noi una pietra miliare della nostra formazione, abbiamo infatti imparato tutti molto.
In primis ciò che realmente ci ha pervasi è stata la massima attenzione alla “perfezione”, nelle indicazioni, nella chirurgia e nella gestione del post-operatorio per ogni singolo paziente. Basti pensare che non raramente i pazienti rimangono ricoverati per una ricostruzione del LCA oltre 3 settimane.
Poi abbiamo assolutamente apprezzato la flemma e tranquillità apparente che pervade tutto il Giappone e tutto l’ambiente lavorativo anche se è palpabile il rigore nella professione e nella gerarchia. Il rispetto verso gli altri ed ancor di più verso gli ospiti è cosa reale ubiquitariamente. L’onore che ci è stato riservato quali rappresentanti di una società scientifica altrettanto seria e rigorosa è stato superiore a qualsiasi aspettativa.
Grazie JOSKAS, e grazie SIGASCOT. I miei fellows, Andrea Lisai e Salvatore “Salvo” Bisicchia, sono sempre stati all’altezza della situazione, impeccabili e fieri ambasciatori della nostra cultura, professionalità e della nostra grande Nazione.
E’ stato un onore, indimenticabile.

Sayonara Japan

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